Filo conduttore

Punti in comune e differenze tra alta e bassa gamma: l’analisi di SILVIA GIANNINI, architetto di Wellness 7.0, sui due segmenti alberghieri. I consigli per realizzare una spa.

Progetti esclusivi da un lato, semplificati dall’altro. Ma c’è un aspetto che accomuna lusso e low cost: l’identità. È la tesi di Silvia Giannini, architetto di Wellness 7.0, che disegna i contorni dei due segmenti di hôtellerie e le esigenze di albergatori e compagnie dell’uno e dell’altro settore. «Nel lusso si chiedono progetti fortemente caratterizzati nei particolari e capaci di rispondere alla tendenza di far vivere un’esperienza unica al cliente che sceglie quella struttura – precisa Giannini –. Cambiano le dimensioni delle camere: divengono più grandi, con un maggior numero di servizi o comfort, ma anche differenziate grazie al cambio di colori e dettagli».
Il segmento low cost, invece, cerca una semplificazione del progetto, che si traduca in una realizzazione e in una gestione più easy. Entrambi, però, tendono alla ricerca dell’identità. «Anche le catene low cost danno valore al design, alla trovata, all’idea – aggiunge –: un solo particolare, pur nell’attenzione ai costi, può far distinguere la struttura, può far parlare di sé. Un dettaglio originale, grazie ai social, può trasformarsi in un veicolo di comunicazione dell’hotel».
Gli elementi essenziali di una struttura, secondo la progettista, sono riassumibili in due parole: accoglienza e design. «La prima coinvolge gli spazi di ricevimento, il servizio, la professionalità e la coccola del cliente – illustra Giannini –. Il design, espressione dell’identità della struttura e attenzione al dettaglio, trasmette all’ospite la capacità di porgli la stessa attenzione».
Realizzare un centro wellness è compito bello ma forse non così facile da attuare per alcune strutture alberghiere, specialmente di fascia meno alta. «Le aziende sono attente e flessibili alle richieste del mercato, e realizzare una spa è diventato sempre meno complesso – afferma Giannini –. Al contempo il tema si è complicato, andando a toccare l’aspetto della redditività, della progettualità legata alla gestione e della necessità di creare qualcosa di unico». Certo, poter vantare un angolo benessere sul depliant e sul sito aiuta le vendite, «ma io consiglio di partire da un business plan che consenta di disegnare la spa attraverso una serie di scelte strategiche, perché l’investimento sull’area benessere deve, in qualche modo, rientrare nelle tasche dell’investitore».
Quali sono i progetti che più la soddisfano, architetto Giannini? «Quelli pensati e condivisi con la committenza fino nei singoli dettagli».

Progetti Distinti

Strutture full e limited service, le necessarie differenze ad hoc secondo ANNA PALUCCI, architetto del team W7.0

Progettare lusso e low cost nell’hotellerie richiede un impegno diverso e canoni diversi tra loro. Anzi è proprio il concetto che sta alla base di questi due segmenti che è differente, che sta assumendo contorni del tutto nuovi, epocali. Il risultato, però, deve in ogni caso avere le caratteristiche funzionali e estetiche soddisfacenti per ospite e albergatore.
«Il concetto di lusso sta cambiando – rimarca Anna Palucci, architetto del team W7.0 –. Oggi questo segmento cerca autenticità, ha come primo obiettivo la qualità della vita e ricerca il benessere individuale, in cui il cliente vuole avere tempo per sé e vivere, nel suo viaggio, un’esperienza totale». Tutto questo, sul piano pratico, si tramuta in progetti che, in strutture full service, comprendono camere pensate e realizzate per una esperienza esclusiva che va dal design al benessere psicofisico, alla funzionalità. «Per il segmento economico, invece – prosegue –, dove la risposta del comparto alberghiero è limited service, cioè con servizi ridotti all’essenziale, nascono progetti di strutture e camere curate nelle linee anche con budget minimi».
Il termine design è ormai imperante, ma il suo è un ruolo ben preciso su entrambi i versanti. «L’utilizzo del design è usato a seconda dei segmenti, contribuendo a creare l’arma vincente delle strutture che associano questo aspetto alla funzionalità, ai servizi efficienti e al personale professionale».
Nasce prima la struttura alberghiera, o la clientela? Un quesito a cui l’architetto risponde evidenziando l’importanza, da parte dell’albergatore, di riflettere anzitutto su contesto e peculiarità territoriali per capire quale possa essere il segmento o la nicchia da attrarre.
Ecco le tipologie: il viaggiatore di categoria top, quindi camere dotate di ogni confort; quello che si muove tra lavoro e tempo libero, quindi arredi adatti a queste attività; il turista che sceglie un concetto di destinazione, un mix di emozioni condivise; il viaggiatore che preferisce strutture di nicchia dove fare esperienze diverse dalla massa, e tra queste il wellness.
«Tutte queste tipologie di strutture – spiega Palucci – presuppongono progetti articolati e sviluppati in ogni ambiente, secondo il concept dell’albergatore».
Comfort e benessere, tradizione e contemporaneità, eleganza e funzionalità. Criteri che si possono applicare contemporaneamente sia nel lusso, sia nell’economy? «Sono tutti aspetti che si possono miscelare senza problemi – dice la progettista –, ma devono essere gestiti da specialisti».

 

 

fonte: Turismo d’Italia